Dopo il successo della prima edizione, la Cariplo rilancia una riflessione sugli oratori
Giovanni Azzone, Presidente della Fondazione Cariplo, ingegnere, già Rettore e oggi docente del Politecnico di Milano, ha dichiarato ad Avvenire: “Noi partiamo dalla nostra missione: ovvero rendere più solida la nostra comunità. Per farlo abbiamo bisogno di un’azione sui giovani, che sono coloro che ci garantiranno il futuro. L’altro elemento su cui abbiamo puntato è la socialità: essere comunità vuol dire fare percepire che i valori collettivi hanno un peso rispetto agli altri interessi”. I paesi dei Monti Dauni si stanno spopolando e i pochi giovani che ci vivono progettano in larga maggioranza di abbandonare la loro terra, per andare a lavorare o studiare altrove. Davanti a questo fenomeno preoccupante molti amministratori restano indifferenti e si limitano a gestire l’ordinaria amministrazione, lasciando a sé stessi i bambini, gli adolescenti e i giovani. Il bando “Porte aperte” non fornisce ricette o vincoli, dà libertà di organizzare ciò che può giovare ai ragazzi, affinché crescano in una comunità educante ed educata. I giovani hanno diritto ad avere le opportunità che li possano fare crescere, preparandosi alle sfide che li attendono. In passato, le parrocchie e l’associazionismo cattolico hanno avuto un ruolo importante nella formazione e nell’educazione dei giovani. Oggi, le chiese si svuotano. Una riflessione si impone. Nessuno ha la ricetta magica, ma sicuramente nessuno si illuda che i giovani si educhino e si preparino da soli all’ingresso in società.
